Quando ogni anno andiamo in vacanza in montagna ritroviamo sempre lo stesso ambiente, con pini, abeti, larici e anche la stessa fauna.
Una pineta, tuttavia, non è nata così come la vediamo e non è sempre rimasta uguale nel tempo (e non è detto che lo rimarrà in futuro), ma ha subito una serie di trasformazioni nell'arco di centinaia, migliaia o decine di migliaia di anni, con un processo che prende il nome di successione ecologica: una variazione che avviene nel corso del tempo in una comunità e nella componente abiotica che la circonda, passando da comunità immature e poco stabili a comunità più mature e più stabili, con modifiche dei suoi processi di funzionamento.
Ogni stadio intermedio è chiamato sere.
Nel corso della successione ecologica sono individuabili nella struttura dell'ecosistema alcune tendenze generali:
- aumenta la profondità del suolo;
- aumenta la quantità di materiale organico prodotto;
- aumenta il numero di specie differenti;
- aumenta la longevità delle specie;
- nella comunità climax il peso totale degli organismi raggiunge il suo massimo, perciò non aumenta ulteriormente in quanto i consumatori e i decompositori utilizzano tutta la stanza organica.
Le forme della successione sono fondamentalmente due: primaria e secondaria.
Successione primaria
La successione primaria inizia su un ambiente nuovo, che non è mai stato colonizzato in precedenza.
Un territorio vergine può originarsi da un'eruzione vulcanica, la cui lava ricopre un'area precedentemente occupata da un ecosistema; una nuova isola può sorgere dal mare, sempre a causa di un'eruzione vulcanica, oppure quando un ghiacciaio si ritira e lascia scoperta la nuda roccia.
- Roccia priva di qualsiasi forma di vita.
- Sulla roccia inizia la successione primaria attraverso la colonizzazione di specie pioniere portate dal vento sotto forma di semi e spore, che sono le uniche in grado di attecchire e facilitano l'insediamento delle altre specie. Si tratta di microrganismi, licheni e muschi che sulla roccia formano un po' di humus dalla loro decomposizione; i licheni erodono la superficie rocciosa con le loro secrezioni acide e insieme al ciclo di gelo e disgelo creano fessure su cui si deposita il primo terriccio; tutto questo consente l'insediamento dei muschi.
- La roccia comincia ad alterarsi, raccoglie detriti, polveri, sostanza organica in decomposizione e su questo substrato possono germogliare i semi delle piante annuali, graminacee e una fitta trama di radici trattiene l'umidità, adatta allo sviluppo delle felci. I cambiamenti favoriscono la competizione tra gli organismi, che sostituiscono le popolazioni preesistenti, ma durante la transizione convivono le due comunità. L'area comincia a essere popolata da piccoli animali.
- Le radici di queste piante alterano ulteriormente la roccia, consentendo lo sviluppo di piante erbacee e arbusti perenni a lenta crescita, come mirtilli e ginepri. Si ha l'eliminazione competitiva di alcune specie per opera di altre che le seguono.
- Il suo si approfondisce e si sviluppano boschi di latifoglie, come querce e pioppi, oltre a pini e abeti.
- La successione si completa con un'associazione a foresta di acero, faggio e altre caducifoglie, raggiungendo lo stadio di climax.

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Questa è una delle possibili successioni perché la natura della comunità è determinata da numerose variabili geologiche e climatiche, tra cui la temperatura, la piovosità, l'altitudine, la latitudine, il tipo di roccia (che influisce sul tipo di sostanze nutritive disponibili), l'esposizione al sole e al vento, perciò la comunità finale può essere la prateria, la savana, ecc.
Facciamo una altro esempio.
- Lo stadio iniziale di un ambiente è lo stagno, che può essere lo stadio successivo all'interramento di un lago.
- La pioggia trascina i sedimenti dal terreno circostante dentro lo stagno, rendendolo progressivamente meno profondo, ma anche coprendo le alghe, che muoiono. Queste affondano, mescolandosi alla componente inorganica del fondo. Su questo substrato crescono piante subacquee che, insieme allo zooplancton, fitoplancton, piccoli crostacei e insetti, costituiscono la comunità pioniera.
- Alla loro morte, anche questi organismi affondano, creando il detrito organico che si mescola all'abbondante detrito, riempiendo ulteriormente il fondo, finché l'acqua ai bordi, poco profonda, permette la crescita di piante galleggianti, canne palustri, carici, che sostituiscono quella pioniere: lo stagno è diventato palude.
- Anche la palude si riempie progressivamente di sedimenti, che diventano terreno imbibito d'acqua, povero di ossigeno e acido, la torbiera, sulla quale possono crescere specie che sopportano queste condizioni, come muschi, sfagni, piante carnivore, arbusti e alberi igrofili.
- Alla fine il terreno diventa asciutto, formando una pianura, sulla quale si sviluppano piante terrestri, cespugli e infine un bosco, raggiungendo lo stadio di climax.

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Successione secondaria
La successione secondaria ha luogo dopo che un ambiente, precedentemente occupato da un'altra comunità, viene alterato radicalmente, come un bosco che ha subito un incendio o un taglio, oppure un campo coltivato che viene abbandonato, lasciando inalterati il suolo e gli elementi in esso presenti.
Dopo l'evento si innesca una nuova serie di comunità instabili che portano alla comunità climax in modo più rapido rispetto alla successione primaria, perché la comunità precedente ha già mutato l'ambiente producendo suolo e semi.
Esaminiamo la successione su un campo coltivato abbandonato.
- Lo stadio iniziale è dato da un campo abbandonato.
- Il primo anno dopo l'abbandono, il campo è invaso da piante erbacee annuali.
- Dopo dieci anni compaiono piante perenni, seguite dagli arbusti legnosi che, progressivamente prevalgono sulle erbe, togliendo loro la luce.
- Al ventesimo anno compaiono i primi alberi.
- Dopo 50-100 anni il prato è trasformato in un bosco.

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Climax
La successione primaria e secondaria terminano con una comunità climax, cioè una comunità in cui le componenti biotiche hanno raggiunto una condizione di equilibrio, con se stesse e con le componenti abiotiche, che tende a mantenersi stabile nel tempo.
Questa comunità non viene sostituita da altre perché il suo equilibrio è più stabile delle comunità precedenti, a meno che non intervengano forze esterne (come un graduale cambiamento climatico o attività umane) che possono introdurre nuovi cambiamenti.

