Si propone un giro di due ore e un quarto, su un piccolo colle tra Turri e Montegrotto Terme, interessante dal punto di vista geologico e botanico; si trovano qui, infatti, molte piante rare come la scilla autunnale e la veronica maggiore, e tutti i soci del GMPE sono passati almeno una volta a cava Calton, alla ricerca di piccoli geodi.
Nella prima parte il percorso non è segnato, poi si prende il Sentiero dei Colli Euganei N. 18 e, infine, il segnavia bianco-verde.
Il percorso è in gran parte facile, ma c'è un tratto impegnativo, che può essere pericoloso da percorrere.
Il Monte Oliveto (201 m), è un cono di trachite alcalina che ha sollevato la scaglia rossa, portandola sulla cima. Alla base del versante settentrionale emerge una piccola area basaltica.
Il Monte oliveto è stato oggetto di attività estrattiva della trachite fin dall'epoca preromana ed è continuata fino ai giorni nostri, come dimostra una foto aerea del 1983. L'ultima, la cava Valdimandria-Bonetti, è inattiva ma non estinta e dovrebbe diventare un parco tematico, il Tex Willer World.

- Descrizione tecnica
Lunghezza: 4,1 km Tempo: 2¼ ore Quota di partenza: 9 m Quota minima: 9 m Quota massima: 163 m Dislivello positivo: 236 m Dislivello negativo: -236 m Verso del percorso: Orario Difficoltà tecnica: Facile ma con un tratto molto impegnativo
Il percorso inizia dalla “Trattoria alla Colomba”, a Montegrotto Terme, sulla circonvallazione tra Villa Draghi e Turri; si può parcheggiare dall'altro lato della strada, di fronte alla trattoria.
A sinistra della trattoria c'è la strada che porta alla grande cava, bloccata da una sbarra: la percorrerete al ritorno.
Appena superata la sbarra, sulla sinistra individuate il sentiero che sale in mezzo al bosco di robinia, acero, castagno e roverella, assai degradato nella prima parte.
Lo seguite fino ad arrivare a un gruppo di vecchie abitazioni.
Superate le abitazioni, riprendete a salire lungo il sentiero a destra.
Ai tre successivi bivi mantenete sempre la destra in salita in mezzo al bosco di castagno e roverella; come riferimento prendete la condotta che sale fino in cima.
Alla fine della salita arrivate a un pianoro, che è tutto ciò che resta del monte, essendo stato mangiato dalle cave in tutti i lati.
Su questa zona pianeggiante trovate un prato e un vecchio vigneto inselvatichito. Lo percorrete fino a metà, poi girate a destra, per inoltrarvi nuovamente nel bosco su una stradella di scaglia rossa. Molto numerose sono le piante di corniolo, insieme all'immancabile rovo, pruno e roverella.
State attraversando il bordo della grande cava Bonetti: ATTENZIONE!! non c'è nessuna protezione sul bordo che scende perpendicolare fino alla zona dove avveniva la lavorazione.
Dalle schiarite del bosco è possibile vedere il Monte Castello (92 m) di Montegrotto Terme.
Dopo un po' trovate un altro prato, arrossato dalla scaglia rossa (visibile quando non c'è vegetazione) e davanti avete la cima del colle.
A sinistra si vedono le due cime del Monte Ceva (255 m) 📷 e il Monte Castellone (207 m).
Proseguite dritti verso la cima, lasciando sulla sinistra la strada che proviene da Belvedere di Turri, seguendo il segnavia bianco-verde e mantenendo a destra la cima del monte.
Alla fine del sentiero sbucate in Via Montenero. Andate a destra verso il Monte Alto (207 m) tra una bella siepe di piracanta e alberi di noce; superate il Passo del Coyote e, dopo la curva, scendete alla Bettola del Refosco (134 m) su strada incassata tra le rocce. Siete ora sul Sentiero dei Colli Euganei N. 18.
Dopo la bettola scendete a destra su sentiero sconnesso (N. 18), che porta verso Villa Draghi.
Superato il prato, dopo 150 m, sulla destra incontrate un altro sentiero: scendete a destra, e poi ancora a destra, seguendo il segnavia bianco-verde N. 14. All'inizio è abbastanza agevole, ma poi è profondamente inciso dall'acqua, perciò può essere MOLTO PERICOLOSO percorrerlo, anche nella stagione asciutta. ATTENZIONE!! Valutate bene se è il caso di percorrerlo, perché è facile precipitare giù e farsi molto male!
Superato questo difficile tratto arrivate a un bivio: a sinistra si scende al Ristorante Cencio, mentre a destra accedete alle cave.
La prima che incontrate è la Cava Calton 📷, di roccia basaltica.
Proseguendo dritti (a sinistra si scende in località Mandria) si arriva alla grande Cava Valdimandria-Bonetti 📷 di trachite, che ha asportato una parte imponente della montagna.
Rimangono ancora gli edifici, superati i quali, scendete lungo la strada di cava e dopo 650 m arrivate al punto di partenza.
